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CORRIERE DELLA SERA


LACHAPELLE DI MICHELANGELO
September 24, 2007

Personaggio : Inaugura stasera a Palazzo Reale una retrospettiva di 350 opere dell'artista americano.

LaChapelle di Michelangelo

Testo di Francesca Bonazzoli

Nello star system , David LaChapelle ci é entrato 25 anni fa per caso, ma passando dalla porta principale, quella apertagli da Andy Warhol. Aveva 18 anni, era un bel ragazzo del Connecticut col desiderio di esporre le sue foto nelle gallerie d'arte, quando Warhol ne fiuto' il talento e lo coopto' a lavorare per la sua rivista "Interview". Da allora, come mostra la retrospettiva di 350 foto che inaugura questa sera (chissà se il sindaco é stata avvisata : in confronto le opere censurate nella mostra di arte omosessuale "Vade retro" erano educate), é stato un susseguirsi di incontri mondani, feste con celebrità e lavoro forsennato, scivolato inevitabilmente verso la moda, lo spettacolo e le riviste.

Ora, pero', al culmine della fama, LaChapelle ha deciso di invertire la rotta : " La moda é stata una deviazione di percorso", racconta mentre prepara la mostra con la precisione dei suoi set fotografici. "Finché ho avuto venti, trent'anni mi é piaciuto, ma ora il feeling se n'é andato, non sento piu' quella passione. Ho bisogno di esplorare temi piu' grandi di una stanza di vestiti e del resto nel mondo della moda sono sempre stato considerato un outsider : non mi importava vendere un vestito, ma mettere nelle foto una storia e un significato". Eppure, da Armani a Diesel, tutti lo chiamano, cosi' come le star: nonostante le sue immagini rivelino la maschera dietro cui si nascondono, nessuna rinuncia a farsi fotografare da lui.

"Io celebro le star non le maschero: non sono interessato alle persone, ma al loro involucro, a quello che proiettano nel mondo. Ognuno dice di sé di essere buono e puro dentro, ma quello che conta é cio' che buttiam fuori". Il giro di boa é avvenuto con il film Rize, uno straordinario reportage sulla danza nei ghetti neri di Los Angeles realizzato nel 2005. Poi é passato niente di meno che a Michelangelo, al confronto diretto col Diluvio Universale dipinto nel soffitto della Cappella Sistina, alla serie dei musei allagati e ai "Risvegliati", immagini di persone che emergono dall'acqua. Che LaChapelle ne sia consapevole o no, sono tutti temi che Michelangelo si é posto nella vecchiaia; dall'esigenza di una rinascita della fede, al rinnegamento dell'arte.

"Chi ha creato una bellezza cosi' profonda deve essersi pur fatto delle domande", risponde imperturbabile. "Io avevo in mente questo timore dell'Apocalisse che incombe sul mondo globalizzato, volevo lavorare sulla nostra paura di un diluvio futuro". Anche le foto dei musei con l'acqua che lambisce le opere d'arte sembrano un tema michelangiollesco : inseguire la bellezza non porta la salvezza dell'anima. "L'idea mi é venuta pensando alla mercificazione che si fa dell'arte, mentre il valore sta solo negli occhi di chi guarda, non nel prezzo. Volevo dire che tutto quello che possediamo é un prestito a termine: quando arriva il diluvio, l'arte, i diamanti, i soldi non varranno piu' niente". Il sogno per il futuro ? "La vita mi ha dato piu' di quanto avessi mai sognato. Voglio solo continuare a fare foto, sempre piu' oneste, comprensibili. Pop come i lavori di Michelangelo, la cui bellezza é universale". Pluripremiato , LaChapelle (1964) ha elaborato uno stile unico, da alcuni anni ritenuto kitch con cromie acide e set curati ossessivamente per raggiungere il massimo dell'artificialità.

Riconoscimenti Nel '97 ha vinto l'"ArtDirection Award" per il miglior libro fotografico. Nel '95 é stato decretato fotografo dell'anno da "Photo" e "American Photo". Nel '98 é stato premiato da "Life".


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