LE STAR? IL LUSSO? LA MODA? PER DAVID LACHAPELLE NON ESISTONO PIU'.
A MILANO UNA MOSTRA RACCONTA COME QUESTO GRANDE FOTOGRAFO, A 43 ANNI, HA VOLTATO PAGINA NELLA SUA VITA E NEL SUO MODO DI CREARE IMMAGINI. PARTENDO DA MICHELANGELO. DAVID LACHAPELLE COME MOSÈ, SALVATO DALLE ACQUE.
Testo di Francesca Pini
David LaChapelle come Mose' salvato dalle acque
Via dal lusso, dal consumismo, dalla moda, dal superfluo. Invertire la rotta: dal materialismo alla spiritualità. Per non finire come il personaggio verghiano di Mazzarò che, non potendo portare con sé, nell'aldilà, tutta «la roba», impazzì e la distrusse. Per il fotografo di moda David LaChapelle il momento della rivelazione è arrivato l'estate di un anno fa quando, ritiratosi nel suo lodge nella foresta di Maui, Hawaii, decise di recidere il cordone ombelicale con il mondo luccicante della vanìtas, che pur gli ha dato fama e molti quattrini, per scavare oltre, nel suo inconscio. E incontrare, simbolicamente, l'acqua, elemento rigenerante ma anche straripante, tanto da trasformarsi in Diluvio. Proprio a questo tema LaChapelle dedica il suo lavoro più nuovo, in mostra al Palazzo Reale di Milano , di cui vi anticipiamo queste immagini.
Sarà stato il suo incontro con il Dalai Lama, la morte del fratello, o più semplicemente l'età della vita, ma a 43 anni, qualcosa in lui non è più come prima. A questo si aggiunge anche un'esperienza a tu per tu con Michelangelo, l'anno scorso. «Una visita privata durata venti minuti nella Cappella Sistina. Tutto quel silenzio che entrava dentro di me insieme alla visione di quell'affresco», dice il fotografo. «La prima volta vi ero stato da ragazzo, con i miei. Papà aveva il cancro ma stette in fila per ore pur di entrare. Con mio stupore, in Vaticano sono stato accolto molto bene: in America ero stato molto attaccato dai cattolici per via delle mie foto di Gesù,il ragazzo della porta accanto e poi anche per il mio Cristo nero ... Non c'era nulla di blasfemo, ho anche uno zio sacerdote ... ».
L'iconografia del Diluvio è ricorrente nell'arte e, lo scorso febbraio, una grande mostra a Losanna (con dipinti di Poussin, Füssll, Girodet...) ne ha celebrato la portata. Il tema è nell'aria (Losanna ha dedicato tutta la sua programmazione culturale 2007 alle catastrofi di ieri, oggi e domani) e LaChapelle ha scelto il suo punto di vista narrandolo in questa foto-tableau vivant (taglio alla Paolo Veronese) con il crollo dei marchi del lusso e del consumo. «Inizialmente avevo scelto modelli dai corpi perfetti, ma l'effetto era da poster pubblicitario. Così ho scelto corpi veri, vissuti, giovani e vecchi: tutte persone che si aiutano vicendevolmente. La gente cerca il corpo perfetto, e in realtà vuole incontrare Dio, ma non lo sa. Fare shopping è più semplice. Cercano qui la perfezione nelle cose, che non esiste. Intuisco un cambiamento epocale, forse non la fine del mondo ma di un mondo. Occorre cambiarci. Ormai i consumi sono fuori controllo, non possiamo spingerci oltre. Bisogna sapere che Dio è possibile ed è la perfezione dell'umanità". Certo, passare da Paris Hilton, Pamela Anderson, Courtney Love al misticismo, non è scontato. «Con la serie di Heaven and Hell si è chiuso un capitolo della mia storia personale. Nella vita c'è altro oltre la sfera materiale. Ho avuto l'esperienza di due miracoli, il primo sei anni fa quando è morto mio fratello, e il secondo a Venezia quest'anno». Sul tipo di miracoli, LaChapelle tiene il riserbo. «II mio scopo, da qui alla fine, è diventare migliore, crescere spiritualmente. Medito, mi comporto onestamente, prego ovunque, accompagno mia madre in chiesa, trovo Dio nella natura». La vita eccessiva, spericolata, fuori norma che ha contraddistinto la personalità, anche artistica, di LaChapelle è stata spazzata via da questa ondata di consapevolezza (com'era prima lo si può vedere in un filmato al Milanodocfestival, in proiezione il 16 sera al Museo della Scienza e Tecnologia).
«Ero vivo ma ero un morto vivente, ero completamente perso, lavoravo 24 ore su 24, ambizioso, folle. C'è materialismo non solo nel consumo, ma anche nelle carriere, nei matrimoni, nelle relazioni basate sul materialismo. Ciò non dà pace. Bisogna crescere affrancandosi dalle cose, che non riempiono i vuoti. Questa è la libertà».
Da qui la serie sugli Awakened, i risvegliati, tutti personaggi biblici, che LaChapelle ha fotografato immersi in una vasca di acqua calda, con addosso i vestiti e Illuminati da dietro da una luce, un'aura. Il glamour è acqua passata. Sono quasi come i dormienti di Eraclito, artefici delle cose che accadono nel mondo e che aiutano a produrle. "Per me sono persone tra la vita e la morte, è un nuovo battesimo", dice «ed è un'altra prospettiva del Diluvio". Immagini concettuali, di un LaChapelle più artista, com'era all'inizio, alla galleria newyorchese 303. «Nella vita ci sono due possibilità di illuminazione e risveglio spirituale: quando si vede morire una persona cara e quando si assiste a una nascita. Se si è connessi alla materia non si riesce a morire. Non si può sapere perché le cose accadono, bisogna avere fede. Ora sono felice".